“Digital twin” dell’azienda: cos’è e perché è sempre più centrale per la logistica e l’e-commerce

Il “Digital Twin”, o “Gemello Digitale” (GD), come il termine suggerisce, è una replica digitale di oggetti o sistemi fisici. Questa tecnologia è impiegata in ambito aziendale per generare una copia virtuale dell’azienda che permette anzitutto di condurre test per simulare, correggere, analizzare o anticipare operazioni e prodotti. 

Creato il 16 aprile 2021
Aggiornato il 16 aprile 2021

Il “Digital Twin”, o “Gemello Digitale” (GD), come il termine suggerisce, è una replica digitale di oggetti o sistemi fisici. Questa tecnologia è impiegata in ambito aziendale per generare una copia virtuale dell’azienda che permette anzitutto di condurre test per simulare, correggere, analizzare o anticipare operazioni e prodotti. 

Inoltre, siccome il GD è a tutti gli effetti un alter ego aziendale virtuale, con ciò stesso consente di mantenere operative alcune attività anche negli orari di chiusura, nei festivi etc. Diventa pertanto uno strumento strategico soprattutto in relazione all’e-commerce in chiave internazionale e annessa logistica, aspetti nient’affatto secondari, se consideriamo quanto la pandemia da Covid-19 abbia spinto sempre più online le abitudini d’acquisto dei consumatori.

Secondo un report della Markets and Markets, la dimensione del mercato globale del GD è stata valutata oltre i 3 miliardi di dollari nel 2020 e si prevede che supererà i 48 miliardi entro il 2026. Queste previsioni di crescita si spiegano con il fatto che la ricerca e sviluppo di modelli matematici di oggetti fisici è praticata già da diversi anni in ambito scientifico e ingegneristico e i livelli di tecnologia raggiunti oggi consentono di collegare asset fisici a modelli digitali mantenendo un altissimo grado di affidabilità delle “prestazioni gemelle” (meno costose da simulare) in sostituzione a quelle fisiche (generalmente più costose).

Il GD impiegato sul fronte prodotti

Già diverse aziende hanno infatti optato per prototipare prodotti direttamente via GD, anziché fisici. Ad esempio, la Dallara sviluppa le scocche per le proprie auto in tecnologia GD e le testa in simulazioni virtuali. Solo quando i test sono positivi e soddisfacenti, il GD passa in linea di produzione e diventa un oggetto fisico. È possibile anche utilizzare il GD in modo, per così dire, integrato, come fa la Boeing, che comunica ai propri fornitori le caratteristiche digitali dei componenti degli aerei. Questi “componenti gemelli”, sono testati, prodotti fisicamente ed eventualmente assemblati nel processo di fornitura. Nel caso vi sia complementarietà di produzione di componenti singole e necessità che diverse aziende partecipino alla produzione di un elemento più complesso da inviare al committente, il GD “naviga” la catena di fornitura ed è assemblato prima digitalmente e, solo in un secondo tempo, fisicamente. Altro esempio, la General Electric conserva un GD specifico che simula esattamente l’utilizzo della singola turbina fisica prodotta e venduta, cosicché le azioni di manutenzione e controllo possano essere programmate in maniera ottimizzata. Oppure la Tesla, che riceve costantemente dati in tempo reale dalle automobili vendute, che si configurano dunque come GD dei singoli autoveicoli.

Packaging e GD

Dicevamo dell’e-commerce, un mercato che attualmente si aggira attorno ai 3,5 trilioni di dollari l'anno. Una conseguenza diretta del movimento merci generato è il picco d’utilizzo di materiale d’imballaggio non riciclabile. Tuttavia, anche grazie a una nuova sensibilità ecologista che si sta diffondendo, sia i consumatori che i venditori online ricercano sempre più soluzioni eco-sostenibili. Pertanto, le aziende, anche per mantenersi competitive rispetto ai concorrenti, dimostrano sempre più interesse nel rendere le loro operazioni di packaging efficienti ed “environment friendly”. Su questo fronte la tecnologia del GD permette di condurre test digitali sui materiali d’imballaggio. Utilizzando GD ad esempio di imballi di plastica compostabile, di materiali riciclati o biodegradabili, è possibile infatti modellare il comportamento del materiale in diverse condizioni di peso, temperatura, pressione, vibrazione, carichi d’urto etc., e sviluppare un packaging ottimale sia per resa che per costi.

Catena di fornitura e GD

Un settore che si sta sviluppando notevolmente grazie alla digitalizzazione è la logistica, sia in ambito di supply chain che di delivery. Anche in questo caso il GD consente ai fornitori di servizi logistici e alle imprese della catena di fornitura di offrire maggiore trasparenza agli addetti ai lavori e all’utente finale, poiché permette di avere visibilità costante, benché digitale, sulla qualità dei prodotti e dà accesso al monitoraggio in tempo reale dei pacchi. Con una maggiore trasparenza, i soggetti coinvolti nel processo possono facilmente individuare le inefficienze e collaborare per migliorare i processi e semplificare le operazioni.

Magazzini, centri di distribuzione e GD

Creare un GD di magazzini e centri di distribuzione potrebbe avere un impatto significativo sulla progettazione, il funzionamento e l'ottimizzazione dell'infrastruttura logistica. I GD in questo caso sono di fatto modelli esatti in 3D della struttura, dotati di una tecnologia che consente di simulare o visualizzare in tempo reale i movimenti e i lavori di confezionamento eseguiti all'interno dell’ambiente fisico. Per ciò stesso, il GD di un magazzino può non solo supportare il lavoro di progettazione e costruzione della struttura, ma anche e forse soprattutto aiutare a individuare la configurazione interna ottimale, che consenta di ottimizzare l'utilizzo dello spazio e le dinamiche di spostamento di prodotti, del personale e delle macchine o robot per la movimentazione.

Il 6G e il GD delle persone

Benché attualmente ci troviamo in piena espansione della tecnologia 5G, si stima che la generazione successiva di telefonia mobile, ossia il 6G, sarà disponibile già prima del 2030. A metà dell’anno scorso la Samsung ha dichiarato di essere impegnata nello sviluppo di un modello di 6G che ha come obiettivo proprio il GD delle persone fisiche, oltre che la realtà estesa immersiva e gli ologrammi mobili. Pertanto, tutti noi un domani potremmo avere una replica in bit che rappresenterà in digitale chi siamo e ciò che facciamo e ci consentirà di fare previsioni e prendere decisioni sulla nostra vita, come ad esempio monitorare lo stato di salute, sottoporsi a visite mediche etc., ma anche gestire gli acquisti online in modo più sicuro (potremo comprare a distanza un capo di abbigliamento o un paio di scarpe che siamo certi ci vada bene e ci calzi a pennello… sarà sufficiente farlo provare al GD, che ha le stesse caratteristiche fisiologiche dell’originale fisico, come peso, altezza, struttura fisica, numero di piede, tipo di camminata etc.). Si configura quindi uno scenario complesso, in cui il GD del venditore o dell’azienda entra in relazione diretta con il GD del cliente, al fine di perfezionare “come se fosse fisica” l’esperienza d’acquisto sui canali digitali.

Ma c’è di più, perché si sta già ipotizzando un GD della stessa rete 6G, in relazione alla tecnologia Internet of Everything (IoE). In questa prospettiva, s’immagina un GD che replichi fedelmente il sistema fisico 6G, insieme agli algoritmi associati (ad esempio, l’apprendimento automatico, l’ottimizzazione), le tecnologie di comunicazione (come la comunicazione a onde millimetriche e terahertz), i sistemi di calcolo (l’edge computing e il cloud computing) e, non ultime, le tecnologie legate alla privacy e alla sicurezza (blockchain etc.).
 

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