La realtà aumentata al servizio dell'export: dal prodotto al servizio, un ecosistema versatile per le aziende

Gli investimenti delle aziende in progetti di export digitale, nelle loro caratteristiche di innovazione e di ricerca di una migliore competitività, stanno rivelando esigenze nuove per entrare in sintonia con l’utente online e favorire così la vendita: tra queste, è rilevante che l’internauta comprenda in pochissimi secondi le funzionalità (estetiche ed operative) dell’oggetto proposto, e le immagini fisse non sembrano così performanti per trattenere il potenziale cliente sulla pagina; ecco dunque l’opportunità di offrire una maggiore interattività e personalizzazione della user experience grazie alla Realtà Aumentata o AR, grazie alla quale l’utente può “maneggiare” il prodotto e inserirlo nel proprio contesto oppure provarlo virtualmente.

17 novembre 2022

Gli investimenti delle aziende in progetti di export digitale, nelle loro caratteristiche di innovazione e di ricerca di una migliore competitività, stanno rivelando esigenze nuove per entrare in sintonia con l’utente online e favorire così la vendita: tra queste, è rilevante che l’internauta comprenda in pochissimi secondi le funzionalità (estetiche ed operative) dell’oggetto proposto, e le immagini fisse non sembrano così performanti per trattenere il potenziale cliente sulla pagina; ecco dunque l’opportunità di offrire una maggiore interattività e personalizzazione della user experience grazie alla Realtà Aumentata o AR, grazie alla quale l’utente può “maneggiare” il prodotto e inserirlo nel proprio contesto oppure provarlo virtualmente.

Cosa si intende per Realtà Aumentata e perché è così versatile da essere applicata nei servizi, nell’industria e nell’e-commerce

La Realtà Aumentata è una modalità di presentazione e/o gestione dell’oggetto ovvero di una specifica procedura tale che l’utente dall’altra parte può interagire attivando alcune schede informative di approfondimento, oppure attivando un percorso guidato ma interattivo per una procedura specifica, oppure ancora “sollevando / prendendo” l’oggetto e inserendolo nella stanza in cui si trova per vederne ingombro ed effetto, oppure ancora provandolo su se stesso come ad esempio nel caso di accessori. Naturalmente è possibile anche arricchire la funzione di contestualizzazione con personalizzazioni (guidate, se ad esempio si tratta di più versioni di un prodotto oppure di personalizzazioni ad hoc) oppure con effetti mirati all’engagement quale la visualizzazione della prova più riuscita con “effetti da festa / esplosioni di colore” oppure ancora un fermo-immagine che viene regalato al cliente che può scaricarla sul proprio device, ma non è questa la funzione cardine della AR.

La AR propriamente intesa é la tecnologia che migliora l’interazione con i contenuti e permette all’utente di trarne una utilità concreta per le proprie specifiche esigenze; una applicazione ormai piuttosto conosciuta è quella offerta da musei o città d’arte in cui inquadrando l’opera, il palazzo e, più in generale, l’oggetto attraverso un device si accede a quello che è definito overlay ovvero contenuti correlati di approfondimento, ma le applicazioni si estendono anche all’industria. L’industria sta utilizzando la AR per i servizi di manutenzione, in modo da ridurre al minimo il tempo di fermo macchina con servizi di diagnostica a distanza nonché di interventi guidati ma gestiti da un tecnico locale il quale avrà il supporto della riproduzione in 3D dei pezzi / manufatti e relative procedure da attivare potendo interagire con il manufatto virtuale; per fare un esempio, la utility Hera ha attivato la virtual collaboration tra tecnici e centri operativi.

Nelle aziende, la AR è utilizzata anche per formare tecnici o altro personale a distanza con maggiore grado di efficacia: grazie all’interazione in 3D, i partecipanti hanno modo di visualizzare e di “maneggiare” gli oggetti di cui si sta parlando, aumentando così sia il grado di attenzione sia il grado di efficacia del programma formativo.

Dall’arredo-design alla gioielleria all’alimentare, la AR al servizio del retail

Sono ormai diversi i marchi che hanno implementato la tecnologia della realtà aumentata nelle proprie piattaforme online e/o mediante app messe a disposizione degli utenti: uno dei casi più conosciuti è certamente Ikea Place, la app che permette al navigatore online di inquadrare oggetti di arredo e di inserirli nella stanza in cui si trova, potendo quindi valutarne l’effettivo ingombro, coerenza di stile con il proprio ambiente ed effettiva corrispondenza con le proprie esigenze. L’arredo-design è effettivamente il settore che più di altri sta avendo risultati importanti di sostegno alla vendita online, proprio perché i prodotti - soprattutto quelli di maggiore dimensione - sono difficilmente valutabili a distanza al punto da procedere all’acquisto in termini lineari.

Tuttavia, sono diversi i settori che hanno introdotto con successo la AR al servizio della distribuzione online (e non solo): dal beauty che consente di “provare” i trucchi su di sé con il trucco virtuale, come nel caso de L’Oreal, all’occhialeria come nel caso di Warby Parker, all’abbigliamento e accessori che consente di “provare” a distanza, come nei casi di Asos, di FaceCake e di Nike, e che talora consente anche di far indossare i pezzi di proprio interesse ai modelli virtuali (avatar), alla gioielleria che ha trovato il modo di far indossare a distanza pezzi importanti, da orologi a gioielli, come nel caso di WatchBox; sempre nel mondo della gioielleria, merita un cenno il caso di Gemjoy che mette la AR a disposizione del cliente anche dopo l’acquisto con animazione virtuale del gioiello che, inquadrato dal device una volta che lo si indossa, fa “giocare” il cliente con il volo di unicorni e animali vari.

Nella grande distribuzione, Tesco ha adottato la AR per valorizzare il volantino, consentendo una animazione specifica per i prodotti da evidenziare, sempre sulla base della volontà dell’utente di interagire e dunque creando valore in termini di coinvolgimento del cliente / potenziale cliente.

Pensiamo poi a prodotti che il cliente non conosce, o di cui non conosce la funzionalità, come capita anche nei processi di export: il cliente che vede una macchina da caffè per macinato e apprezza il design ma sta per uscire dalla pagina perché non saprebbe come usarla se invitato a fare “una prova” con la AR più facilmente resterà nella pagina e “giocherà” con il prodotto conoscendolo e dunque aprendo una opportunità commerciale.

Export “contestualizzato”: perché la AR facilita la user experience e la comprensione del prodotto

Il punto focale della AR in termini di valorizzazione dell’offerta export online è proprio nell’avvicinamento tra prodotto e utente online, in quanto si genera la possibilità di “provare” il prodotto della vetrina virtuale e, soprattutto, di conoscerne in breve caratteristiche e funzionalità d’uso; dunque, si aprono nuove opportunità anche per prodotti relativamente nuovi per l’internauta (anche solo in termini di design, pensiamo alle ceramiche artistiche che possono piacere in foto ma perché scatti il desiderio di acquisto diventa importante vederne l’effetto sulla propria libreria o sul proprio tavolo; in effetti il primo risultato con la AR è trattenere l’utente sulle proprie pagine, il secondo è il sostegno alle vendite). Anche settori che risentono della mancanza di una parte di esperienza sensoriale possono trarre giovamento dalla Realtà Aumentata: pensiamo al settore del vino, in cui certamente l’esperienza organolettica rimane esclusa dall’interazione online, ma proporre di “giocare” provando a scegliere una bottiglia dallo scaffale, magari dopo aver attivato schede e pop-up informativi, di stapparla grazie alla AR e di scegliere il bicchiere giusto in cui versare, scoprendo tramite overlay cosa esprimono colore ed altre caratteristiche del prodotto costituisce certamente una user experience decisamente più incisiva della classica vetrina online con immagine e scheda prodotto; i clienti vogliono scegliere e sperimentare secondo un loro percorso, questo vale anche online e dunque le aziende sono chiamate a creare un ambiente di vendita che segua questo obiettivo.

Vi sono diversi software per la Realtà Aumentata, ma è significativo che sia Apple che Google abbiano sviluppato soluzioni in tal senso, segno che la AR è ritenuta una opportunità che avrà una espansione ancora più importante tra le aziende; Apple AR Kit e Google AR Code sono le soluzioni più conosciute, poi naturalmente ve ne sono molte altre nel mercato, tuttavia è interessante vedere come ci siano tutti i presupposti perché l’intrattenimento online garantito dalla AR si diffonda perché coincide con il potenziamento delle opportunità di vendita online, ovvero non sia solo uno strumento di engagement.

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