Strumenti e tecniche per aumentare la produttività personale dell'export manager grazie all'Intelligenza Artificiale

In due mesi, Chat GPT, lo scorso novembre, ha superato i 100 milioni di utenti e il suo successo non dimostra solo la velocità di adozione, sempre più forte, delle tecnologie digitali, ma evidenzia anche l’interesse riscosso dagli strumenti basati sul modello GPT (“Generative Pre-Trained”) che, dopo il salto qualitativo che Chat GPT ha saputo dimostrare nell'ambito di questo mercato, hanno impresso un’accelerazione anche nei confronti degli altri operatori, a partire da Google.

3 luglio 2023

In due mesi, Chat GPT, lo scorso novembre, ha superato i 100 milioni di utenti e il suo successo non dimostra solo la velocità di adozione, sempre più forte, delle tecnologie digitali, ma evidenzia anche l’interesse riscosso dagli strumenti basati sul modello GPT (“Generative Pre-Trained”) che, dopo il salto qualitativo che Chat GPT ha saputo dimostrare nell'ambito di questo mercato, hanno impresso un’accelerazione anche nei confronti degli altri operatori, a partire da Google.

Se la valutazione della funzionalità di Chat GPT deve guardare al linguaggio che comprende e che adotta più che alle risposte che ad oggi offre, ha destato in ogni caso sorpresa la qualità degli output che fornisce soprattutto sul fronte della creazione dei contenuti. Offrire versioni differenti di un testo, riassumere i punti salienti di un podcast o di un video sono esempi di output immediatamente apprezzabili da tutti e non solo dagli sviluppatori e dai professionisti dell'informatica ai quali Chat GPT può permettere di risparmiare tempo in attività routinarie o connotate da minore creatività.

In ogni caso un export manager, nell’utilizzare Chat GPT o le sue principali alternative (Perplexity.ai e Bing.com) deve sapere che si tratta di una chat e non di un motore di ricerca: occorre pertanto “conversare” con il sistema per avere risposte via via più appropriate e utili. Inoltre è interessante ricordare che gli strumenti di Intelligenza Artificiale generativa possono permettere di:

  • ottenere risultati più pertinenti grazie all’utilizzo di schemi di istruzioni codificati (“prompt”).
  • ottenere risultati in formato tabellare così da raccogliere informazioni in modo più efficiente;
  • differenziare il livello di familiarità con l’argomento che deve essere considerato nella risposta;

Mentre la ricerca su Google ha nel vaglio delle risposte un elemento essenziale della sua efficacia, così il buon uso degli strumenti di AI Generativa ha nelle domande che vengono fatte il fattore determinante non solo per limitarle ad ambiti pertinenti, ma anche per formulare le richieste in modo coerente con il linguaggio su cui i diversi sistemi si basano. 

Sul piano della produttività personale, è infine opportuno consultare la disponibilità di estensioni con cui è possibile attivare ChatGPT all’interno di servizi esistenti così da abilitarlo ad usi ancora più immediati. In tal modo, ad esempio, consente:

  • in Google Sheet – e, a tendere, in Excel - di compilare in modo automatico tabelle attingendo ad informazioni presenti nel suo database e di pulire dataset da celle sporche, che includono segni di interpunzione e altri elementi non rilevanti ai fini dell’elaborazione dei dati;
  • con tool come Akkio di interrogare in linguaggio umano set di dati e foglio di calcolo estraendone significati e ottenendone rielaborazioni;
  • in Google Docs di tradurre, riassumere e ottenere versioni alternative di testi;
  • in Gmail di confezionare risposte in modo rapido e di avere un aiuto nella predisposizione di mail e comunicazioni;
  • in YouTube di avere un’immediata trascrizione di video ed un successivo riassunto della stessa;
  • grazie a Whisper, la funzionalità speech-to-text di OpenAI, di sbobinare audio;
  • con tool come Synthesia di sperimentare la validità della sua tecnologia text-to-speech in ciò preludendo alla maggior raffinatezza di cui daranno prova i prossimi chatbot.

Tanti sono gli impieghi di AI nell’ambito della produttività personale che la conoscenza delle funzionalità e dei prompt più efficaci può permettere un accesso più immediato alle informazioni e una maggiore produttività del lavoro laddove, al contrario, una superficiale conoscenza degli strumenti rischia di banalizzarne la comprensione ed offre un limitato impatto sul lavoro quotidiano.

Fra tutti questi strumenti, a essere precisi, ne manca però uno: una applicazione che permetta di riconoscere i contenuti realizzati grazie all’Intelligenza Artificiale: persino quello creato da OpenAI non è al momento efficace e l’equivalente funzionalità di Turnitin, il principale software che in università si usa per contrastare il fenomeno del plagio, presenta ancora molti limiti. La facilità con cui questa tecnologia si presta a creare una foto, un audio, un video falsi invoca pertanto la necessità di introdurre il prima possibile funzionalità che aiutino a riconoscere e contrastare non solo le fake news e a contrastare fenomeni quali la contraffazione e la creazione di recensioni false.

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