Usabilità: definizione e qualche consiglio pratico

Usability. Proviamo a vedere la definizione del termine inglese, da cui deriva questo neologismo italiano. "Usabilità è una misura di quanto bene uno specifico utente, in uno specifico contesto può utilizzare un prodotto disegnato per raggiungere un obiettivo definito in modo efficiente, efficace, soddisfacente. I designers misurano solitamente l'usabilità di un progetto attraverso il processo di sviluppo, dalla bozza fino alla forma definitiva, per assicurare la massima usabilità". 

Creato il 3 dicembre 2020
Aggiornato il 3 dicembre 2020

Usability. Proviamo a vedere la definizione del termine inglese, da cui deriva questo neologismo italiano. "Usabilità è una misura di quanto bene uno specifico utente, in uno specifico contesto può utilizzare un prodotto disegnato per raggiungere un obiettivo definito in modo efficiente, efficace, soddisfacente. I designers misurano solitamente l'usabilità di un progetto attraverso il processo di sviluppo, dalla bozza fino alla forma definitiva, per assicurare la massima usabilità". 

In ambito web questa parola definisce l'esperienza dell'utente durante la navigazione sul vostro sito internet. Con “Usabilità” si definisce quindi una caratteristica intrinseca nel portale web, ovvero la capacità dello stesso, se vogliamo, di farsi capire; di far ottenere tutte le informazioni di cui l'utente necessità con facilità. 
Una pietra miliare nella letteratura inerente questo tema è il testo di Steve Krugs, "Don't make me think", ed. Tecniche Nuove. E' un libro vecchio, edito più volte e aggiornato, nel quale però possiamo trovare delle linee guida davvero pratiche in merito alla navigazione web. 

Lo cito all'interno di questo articolo, non solo perché ne consiglio al lettura, ma anche perché nel titolo stesso del libro troviamo la chiave per qualsiasi riflessione sul tema: "Non farmi pensare". 

In un mondo in cui l'attenzione a schermo, dicono alcuni, raggiunge a mala pena gli otto secondi e in cui le persone hanno perso l'abitudine di leggere tutti i contenuti testuali, preferendo scorrere ("scrollare", ndr) il testo "aggrappandosi" alle parole chiave che lo sguardo incrocia al fine di ricomporre il senso del discorso in modo autonomo, il segreto dell'usabilità è non caricare l'utente dell'onere di pensare; potremmo dire che la UX (acronimo di User Experience) perfetta, è quella in cui la navigazione avviene a livello inconscio, cioè mettendo in atto azioni già note, all'interno di strutture di navigazione altrettanto note. 

Ma non soffermiamoci oltre sulla teoria e vediamo dei consigli pratici attraverso i quali, spero, potrete fare un check con il vostro portale web (aziendale o e-commerce che sia) per comprendere se sia di facile lettura, e se soprattutto, abbia la capacità di somministrare le giuste informazioni ai giusti utenti. 

Gerarchia dei contenuti

Tutti i contenuti del vostro portale web devono essere organizzati in “Livelli” - insieme, sottoinsiemi, pagine di dettaglio - tutti facilmente comprensibili e tutti facilmente raggiungibili. Questo significa mettere a disposizione del nostro utente tipo menù molto chiari e comprensibili, dove il primo click rappresenti l’entrata in un percorso di approfondimento definitivo, che non lasci ambiguità. Attenti dunque a non duplicare contenuti in sezioni differenti del sito (cosa sgradita anche all’algoritmo di Google), e laddove lo facciate, ricordatevi di dare la possibilità al vostro utente di utilizzare una barra di ricerca, ovvero dei filtri, per poter cercare il prodotto/contenuto che desidera nel giusto contesto. 

Definizioni chiare

È molto importante utilizzare termini noti. Mi spiego meglio. Molte aziende definiscono, anche nelle categorie di menù, prodotti o servizi con terminologia inventata dall’azienda, quando in realtà potrebbero essere definiti in modo molto più banale, e quindi utile alla navigazione web. Soprattutto per farsi trovare all’estero, è fondamentale che categorie e gruppi di prodotto/servizi, siano definiti prioritariamente e preferibilmente per la necessità a cui danno risposta, per la funzione che svolgono, o per il nome che hanno sul mercato piuttosto che per “il nome di battesimo” dato dal Marketing. 
Per essere chiari: se dovete vendere una macchina che piega la lamiera, oppure un cavatappi, inserite nel menù “macchine piegatura lamiera” e “cavatappi” piuttosto che nomi tecnici (codici alfa numerici) o nomi da designers. Ricordatevi: “Don’t make me think”!. 

Minimizzare il rumore

Minimizzare le grida. Non tutti i contenuti possono ricevere la stessa attenzione dell’utente. Controllate che sul vostro sito web non ci siano troppi punti esclamativi, troppi colori vivaci, troppe animazioni, troppi pop up… a meno che non siate un bazar, ovviamente.

Ricordatevi. Non tutto può essere importante. Non tutto deve essere raccontato subito. Operate una selezione. Auspicabilmente, per i siti internazionali, che ogni portale-nazione interpreti nella gerarchia dei contenuti le necessità specifiche del luogo a cui si riferisce. 
Soprattutto nella home page spesso ci sono troppi contenuti: pop up, banner pubblicitari, link nel testo, font di dimensioni differenti. Tutto questo di solito accade perché l’azienda desidera raccontare all’utente tutto e subito! Ma in un mondo dove il livello di attenzione è di otto secondi, chi vi ascolterà?

La sensazione per l’utente è la medesima della vecchia cassetta delle lettere piene di volantini accartocciati, o se preferite, di una stanza in cui sono appena passati i ladri. Tutto, ovunque, senza un perché. 
Tutto è rumore visivo. Operate una scelta strategica basata sulle priorità dei vostri clienti... o della vostra marginalità.

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